Una serata di osservazione a Santa Caterina

Santa Caterina , Calangianus, sabato 29.04.2017, ora zulu 21.00, per le persone normali le 23.00 (tenete questo come indice di riferimento per gli orari). La temperatura si aggira intorno ai 2 gradi, sono seduto in macchina e aspetto. Aspetto che qualche mano benedetta mandi via tutto quel latte che qualche malanima ha cosparso sopra il mio cielo, latte che ormai da un’ora mi impedisce di osservare.

Sono qui dalle 19.30, 14 gradi e qualche velatura malandrina insisteva sopra di me ma io ero fiducioso, “andranno sicuramente via..” mi dicevo per convincermi della bontà della serata, monto tutto collimazione empirica con il laser, allineamento cercatore e aspetto il buio, che non viene mai. Nel mentre mangio il mio panino dietetico (80gr di pane, cotto magro 50gr, pomodoro a fette a far volume), del buio nessuna traccia.
I proprietari dei poderi vicino vanno via, la loro giornata è finita e tornano a casa, salutano, ormai ci conosciamo , le prime volte che venni qui ad osservare ho badato bene di presentarmi affinché non si preoccupassero di questo essere insano parcheggiato accanto ai loro beni con un affare enorme che assomiglia più ad un obice che a un telescopio. Qualcuno stanco della sua solitudine aveva anche usato la cortesia di invitarmi da lui a cenare , un pezzo di formaggio, della salsiccia e un bicchiere di vino tutto “di quello buono, roba fatta da me” (ancora mi pento di non aver accettato).

Sono le 21.00 si può allineare e procedo con l’operazione, non viene neanche tanto male, la temperatura si attesta intorno ai 12 gradi. Inizio con la Luna, la temperatura è accettabile , lo strumento sembra acclimatato e le immagini soddisfacenti . Osservo con curiosità la superficie selenica, era da parecchio che non lo facevo, è sempre ammaliante ci si dovrebbe ritornare più spesso ma si sa siccome è lì a disposizione non ci fai caso e non la calcoli. Mi sposto verso Giove, mi regala delle belle immagini a 100X, la danza dei suoi medicei fa da corona e la tenue GMR completa la sublime visione. Inizia a calare la temperatura, anche parecchio, prima del termometro me lo dicono i piedi ma soprattutto me lo urla lo strumento, le immagini degradano in maniera repentina come mai mi era capitato prima, tutto frigge e ribolle nell’oculare.

Il mio Dobson 10″ black diamond motorizzato della Skywatcher

Dallo spazio lasciato libero dal truss metto la mano dentro il tubo, incontro il calore quasi piacevole intrappolato dentro e soprattutto sento il primario galoppare disperato verso la stabilità termica perduta. “Qua si mette male” penso…no si mette pure peggio, mi dice la realtà . Alzo lo sguardo verso il cielo, una coltre lattigginosa lo ha ricoperto quasi del tutto ad una velocità impressionante, mi sono rimaste due zone libere, la zona di Giove e parte dell’Orsa Maggiore, inizio a sciorinare tutte le parolacce che conosco, comprese quelle in napoletano, e credetemi che sono tante, vado in macchina e mi siedo e un poco di tepore piacevole mi accoglie mentre ascolto la partita di calcio alla radio. Ogni tanto metto capolino fuori ma la situazione non cambia, le zone libere cambiano nella posizione ma non nella dimensione, la temperatura cala ancor di più sono ora a 4 gradi e si sente. Sono circa 22.00.

Santa Caterina , Calangianus, sabato 29.04.2017, ora zulu 21.00, per le persone normali le 23.00 (tenete questo come indice di riferimento per gli orari). La temperatura si aggira intorno ai 2 gradi, sono seduto in macchina e aspetto.

Aspetto che qualche mano benedetta mandi via tutto quel latte che qualche malanima ha cosparso sopra il mio cielo, latte che ormai da un’ora mi impedisce di osservare. Penso, potrà sembrare strano ma penso, a cosa non saprei è un turbinio di considerazioni senza meta e direzione. Ma che ci faccio a 53 anni , alle 11 di sera disperso nella campagna Gallurese con un tubo che ai più sembra un’arma bellica. Mi vengono in mente le parole del mio vecchio allenatore di lancio del giavellotto quando in una giornata dedicata alle prove di lancio e funestata da un ventaccio della malora esordì con “Maurì..già non ci sei buono..se poi ci si mette pure Gesù Cristo contro…”. Ecco , quella era la sensazione, già non ci sono buono se ci si mette pure Gesù Cristo è finita.
Scendo dall’auto, saranno le 23.30 circa, la temperatura è di 0 gradi, incredibile! Il Leone si è liberato parzialmente e preso dalla disperazione punto lo strumento verso un dso che si rivela essere un frullato di M66, il primario, ormai stremato, non ancora era riuscito a stabilizzarsi, nel mentre il Leone si era ricoperto nuovamente del manto diabolico. Che faccio? Smonto o no? Decido di tener duro e mi risiedo in macchina.
Ore 24.00 un sonoro vaffa si libra nella campagna della Gallura mentre inizio lo operazioni di smontaggio, non guardo la temperatura ormai non mi interessa e dopo un’ora sono a casa a pensare che forse sarebbe stato meglio passare il Sabato con mia moglie.

Santa Caterina, Calangianus
M. Garau

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Maurizio Garau

Nato nel 1964, astrofilo da sempre, praticante con costanza dal 2012. Appassionato del profondo cielo, ammassi, galassie e nebulose mi incuriosiscono in modo particolare. Solitario per costrizione, amo pianificare le mie sessioni astronomiche perchépenso che sia la base per il successo di esse. Visualista per vocazione amo osservare e non cercare per cui ritengo che le motorizzazioni degli strumenti siano una grande innovazione, mi piace tener nota di tutto quello che osservo anche con qualche disegno.