La Radiazione Elettromagnetica

La radiazione elettromagnetica è un fenomeno dovuto alla propagazione nello spazio della perturbazione di un campo elettrico e di un campo magnetico. Le particelle che intermediano la forza elettromagnetica sono dette fotoni e sono i costituenti della luce. La luce ha una natura dualistica ovvero si comporta sia da onda che da particella e ha una particolarità: la sua velocità, nonostante sia enorme, è finita. Difatti, la velocità di propagazione della luce è di circa 300000 km/s, quindi è capace di percorrere un po più di 7 volte il giro della terra in un secondo.

Avendo una velocità finita, la luce impiega del tempo a percorrere lo spazio che si trova tra un oggetto A e un oggetto B e, quindi, quando noi osserviamo un oggetto lo vediamo come era nel momento in cui i fotoni hanno iniziato il viaggio dall’oggetto al nostro occhio. Quando guardiamo oggetti a distanze non astronomiche, questo fenomeno non è apprezzabile (anche se c’è) in quanto la velocità della luce è troppo grande e la distanza degli oggetti è relativamente piccola, quindi lo spazio tra l’oggetto osservato e il nostro occhio è troppo breve e viene percorso molto velocemente dalla luce, ma quando osserviamo oggetti situati da noi a distanze astronomiche questo effetto diventa apprezzabile.

L’Anno Luce

L’anno luce è un unità di misura utilizzata in astronomia che riguarda la distanza, difatti quest’ultimo non è altro che lo spazio percorso in un anno alla velocità della luce (quindi 300000 km x 60s x 60min x 24h x 365 giorni). Per il motivo precedentemente citato, quando noi guardiamo o fotografiamo un soggetto come M42, che si pensa disti 1344 anni luce da noi, lo vediamo (o fotografiamo) come era ben 1344 anni fa e non come è nel momento in cui lo si vede.

La Nebulosa di Orione

Fa un certo effetto pensare che i fotoni che hanno colpito il sensore della mia fotocamera per imprimere questa fotografia hanno effettuato un viaggio di ben 1344 anni a 300000 km/s.

L’universo visto dal telescopio spaziale Hubble

Questa foto scattata da Hubble ritrae una frazione dello strano luogo in cui viviamo come era ben 13,2 miliardi di anni fa. Grazie ai potenti telescopi e all’ingegno dell’uomo, abbiamo l’opportunità di vedere il nostro universo alla tenera età di circa 0.5 miliardi di anni (si stima che l’età dell’Universo sia di 13,7 miliardi di anni).

Immaginiamo per assurdo che una civiltà situata a circa 230 milioni di anni luce dalla Terra abbia gli strumenti adatti per poter osservare cosa succede sul nostro pianeta. L’immagine che gli ipotetici osservatori avrebbero deriverebbe da fotoni che hanno iniziato il viaggio dalla terra 230 milioni di anni fa. Ciò significa che essi vedrebbero la terra popolata da Dinosauri.

E’ emozionante pensare al fatto che abbiamo l’opportunità di osservare “indietro nel tempo” e che, grazie alla velocità finita della luce, possiamo sconvolgere il nostro concetto di tempo stesso.

Grazie per la lettura.

Robert Panai

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Robert Panai

Studente al quinto anno di chimica e biotecnologia ambientale. Ha una forte passione per le scienze matematiche e per ciò che è infinitamente piccolo e infinitamente grande. Appassionato di Astrofotografia da due anni, microfotografia a microorganismi e cristalli.